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La lingua di Epepe

Nota di Anna Maria Ercilli
In questi mesi ho letto dei libri interessanti meritevoli di commenti positivi, prendo solo questo titolo che si distanzia da tutti gli altri. Insolito, coinvolgente, ossessivo, visionario, premonitore? Lo vogliono kafkiano. “Epepe”l'unico romanzo tradotto di Ferenc Karinthy? Poche note sull'autore, ungherese, è stato campione di pallanuoto, romanziere, giornalista e traduttore di Goldoni, morto nel 1992. Il protagonista Budai prende un volo diretto a Helsinki, è atteso al congresso di linguistica; nella confusione dell'arrivo non nota differenze, gli aeroporti si assomigliano tutti. Ancora assonnato siede sul pullman che lo porta in città, ad ogni fermata si accorge di non riconosce Helsinki, dove si trova? La gente che incontra non capisce le sue domande e lui non comprende la lingua, si ritrova nel vortice di una folla in movimento frenetico, entra nell'Hotel, trova una coda di persone davanti alla reception, ottiene la stanza 921, a manovra…

Nelle pagine del tempo

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Dizionario delle parole perdute
Avevo letto l'iniziativa spagnola di salvataggio delle parole desuete e, quando ho trovato l' invito nel sito della LUA mi è sembrata una coincidenza da non perdere. Il dizionario delle parole perdute, era presentato come un gioco con poche regole. Quelle stesse regole dibattute fra intensi scambi di email. Alfredo avrebbe curato tutta l'operazione. Sembrava un gioco, ma le discussioni non sono mancate, la difesa del ricordo legato alla parola, si è mostrata subito accanita, niente doveva essere scartato, ma gli scarti erano necessari. Alfredo e Germana e noi del gruppo. Com'era entusiasmante riportare in luce le parole che usavamo con le persone di un tempo. Chi è mancato si è portato via una parte di noi, del nostro comune parlare. Le parole perdute, unite al nostro ricordo autobiografico, credo abbiano lo scopo di tenere in vita il mondo che è stato inghiottito dalla fretta della modernizzazione, dalla ricerca del nuovo. Assieme …

Pettirosso

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Arriva d'autunno un battito sul vetro uguale ogni giorno  un pugno di semi noci pinoli 
acqua l'ala sfiora, fino al tempo segnato.
foto di anna maria ercilli



Pensiero laico

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Pensiero laico
Le religioni viste come guida dell'umanità fragile e insicura, dovrebbero insegnare la convivenza e non l'aggressività o il disprezzo per l'altro credente.
La mia mente svolazza qua e là, studia e valuta.
Come è giusto, non troverà nulla di definitivo, prende e annota l'alito spirituale. Lo stesso che la natura emana dal lontano sempre. an ma

 foto di anna maria ercilli

Luce dorata

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Diagonale di luce solare ripasso dei giorni passaggi di volti che erano vicini raccolti ma ora non più le grida stanno nell'aria e non hanno pace.                                                             a Paris
foto di anna maria ercilli

Gli occhi di Frida

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Mi dico che ho perso tante cose, e nelle cose infilo gli affetti, i desideri, le occasioni, il nulla dei sogni, il nome della canzone senza tempo e memoria, gli occhi di Frida presa in prestito, il nome dei fratelli mai arrivati, il vuoto dentro il giorno. Dimenticherò anche tutto questo?
foto di anna maria ercilli